Una bambina

Una bambina corre veloce in cerca di lucciole, cade e dal dolore urla forte, tocca le ginocchia sanguinanti, si rialza e riprende la sua corsa più veloce. Le formiche non si fermano nella loro fila indiana, la bambina si siede vicino, con l’occhio che guarda altri occhi.

In braccio a sua mamma, avvolta in un fagotto, era solo un piccolo germoglio, quando la mitragliatrice sparò un crudo colpo, rivolto al suo inerme corpo. Il proiettile sparato da dentro perforò metà del muro di casa e violentemente tornò indietro, bloccandosi nel materasso vecchio.

Quello fu solo l’inizio di tanti altri colpi.

La bambina cresceva e correva veloce in cerca di lucciole, cadeva e dal dolore urlava forte, toccava le ginocchia sanguinanti, si rialzava e riprendeva la sua corsa più veloce. E le formiche non si fermavano nella loro fila indiana, e la bambina non smetteva di sedersi vicino a guardare con occhi più grandi.

È buio ripercorrere i segni del corpo, dove le urla fanno da eco e del silenzio ne rimane un semplice tocco. Camminare dentro ricordi di lucciole, ripercorrere ogni traccia di sangue lasciato sopra vetri frantumati, accettare il buio che non si ferma controluce, ascoltare gli occhi gridare pieni di luce e, infine, sentirsi accarezzare nel profondo da una lucciola che ti illumina dentro e di luce l’anima ricuce.

Risvegli irrequieti

Eccomi

Ore 5 è il mio solito risveglio

Due grossi elefanti scopano in continuo !

Ogni sera questo mio cuscino un po’ più pesante

Ho sognato perché sogno sempre

So che c’era dello spirituale
ma non ricordo niente

Ritorna quel ‘Sonno e Sogno’

L’unica certezza lampo è questo male che mi ha reso me

Perciò ricordo solo chi sono

E ora vorrei provare a riaddormentarmi di nuovo senza più grossi elefanti che scopano nella mia testa

Il lago

Io ieri sera: “Mi sento un foglio a righe tutte dritte, tutte uguali, senza piani. Io, su una strada immobile, intrappolata su quale inchiostro?”

Stasera io: “mi sento un foglio a righe tutte dritte, tutte uguali, senza piani; io, su un lago fermo, intrappolata su quale inchiostro?”

Domani sera io:

Sonno e Sogno

Temo che anche questa sera sarà così. Ogni sera è così.

Io non dormirò più sognando. Mi sveglierò a tratti brevi. Sognerò a brevi tratti.

Perché ogni sera è così?

Ho la sensazione che qualcuno sia entrato nel mio subconscio, rubandomi il sonno e i sogni.

Sospesa tra il sonno e il sogno. Io ho perso la tranquillità dentro di me. Non ricordo più chi sono. Nel sonno non sogno.

È come guidare di notte con i fari spenti. Ogni notte nuovi frammenti. Tutto sfumato, rallentato, dimenticato. Perché ogni sera è così.

Sto dormendo o sto sognando?

Dentro l’Essere cerco invano il conscio nel subconscio. Fragile di fronte ad un iceberg.

Nella testa la tempesta. È da un anno che la notte mi detesta. Chi mi pensa?

Guardami. Non vedi anche tu un volto sfumato? Sono i tratti del subconscio tratteggiato.

Ogni notte soliti risvegli. Sospesa tra il sonno e il sogno. Ricordi sfumati con i fari spenti.

Sognerò stanotte per ricordarmi domani?

Senza senso

Questo senso che mi ossessiona i sensi in tanti versi è il senso di guardare tutto ciò che c’è in una camera, fissare ogni singolo oggetto. Non succede nulla.

Allora guardo il mondo fuori e vedo una vita che mi ha accolta alla nascita, ma che non ricordo. Di fronte a me la vita, e altre vite ancora dopo di me. E io non mi ricorderò nulla…

Ritorno dentro la camera e rivedo il pensiero pensare senza un senso, e mi ritrovo priva di sensi. Sdraiata sul letto osservo. Le palpebra rimangono aperte, finché non sento la lacrimazione venire agli occhi. Chiudo gli occhi e sento un leggero freddo sulla mia pelle ancora calda. Non sono morta, non ancora.

Mi immergo in tante sensazioni racchiuse in piccoli cerchi immensi. Il senso cullato dalle note della musica, immaginare, guardare, toccare e morire dentro il mare calmo… Tutto racchiuso nel vuoto della mia testa. Gli occhi guardano il mare e bagnano i pensieri, alimentano di corrente elettrica le sinapsi delle mie sensazioni.

Sono viva, perché sento ancora cullare il mare dentro le pareti del mio cranio. E se non seguissi le sue onde, non sarei qui ora, a gettare parole scritte senza senso…

Tu che mi leggi e mi hai letto in vita, mi leggerai senza trovare un senso. Saranno questi pensieri sparsi a vedersi annullarsi.

Come faccio a portarti a vivere tutto questo senza paura di non trovare un senso?

Faccio fatica per iscritto, a presentarti il mare racchiuso dentro le pareti del mio cranio. Respiro forte e sento l’aria espandersi dentro la gabbia toracica, fino a farmi esplodere all’interno i polmoni. Rivivo tutto.

È questo il senso? Dover ricorrere al pensiero e alle sensazioni per vivere e sentirsi vivi? Sentirsi annullare nelle sensazioni vissute senza chiedersi mai il perché?

Intrappolata nella musica che ho dentro, ma che non sento, non senti, non sente, non sentiamo, non sentite… Momenti brevi lo so, lo sai, lo sa, lo sappiamo, lo sapete, lo sanno…

E partecipo sempre al caos e all’armonia, ma poi sprofondo in questa malinconia. Senti la poesia racchiusa nel mantello che indosso! Non la puoi sentire già, perché si ha sempre un po’ di paura sentire fin troppo senza perdere nulla.

Ora, questi sensi sono poesia e nessuno li può toccare razionalmente. Dolce e leggiadra. Ora mi sento. Troppo viva per essere viva. Ora ti senti, mentre mi cerchi gli occhi.

Io, un’immagine di me stessa sospesa a metà, come un burattino immobile. Aspettando di essere guardata da occhi colmi di senso e di sensi. Perdo tutto il dissenso di trovare un senso quando sento l’anima vibrare e rispecchiarsi in due occhi così immensi. Due occhi così profondi di senso, per essere semplici organi di senso.

I pensieri si uniscono ora in un unico urlo: dove siete ora?

Avvolta su me stessa, con le ginocchia strette al petto, con i pensieri afferrati sulla panchina. Siamo su quella panchina. Aggrappati alle nostre anime che si toccano nel profondo.

Richiudo gli occhi per guardare meglio e svanisco nei miei sogni. Distesa sul mio letto, aggrappata al cuscino, mentre mi sogno, dentro ti sogno. La coperta che mi tiene caldo ora svanisce. Mi sento nuda e non ho paura. Ti sto di fronte, ti sto di fianco, sto sul tuo stesso passo. Pensiero.

Impressionante. Uscire dal corpo come farebbe un serpente, mentre abbandona la propria pelle per poi rinnovarsi. Impressionante vedermi corpo e gabbia vuota. Ti abbraccio ora e mi sento viva. Non chiedo nulla. Pensiero.

Sento la forza vitale espandersi come il Big Bang che si restringe indietro e mi esplode dentro il petto. Sei qui. Sento il cielo stellato colmare di luce la mente e prosciugare il mare salato del mio cranio. Sono qui. Sento il magma senza colore scorrere dall’anima, fonte di calore. Siamo qui.

Mi annullo completamente.

Riapro gli occhi e guardo. Ti guardo. Pensiero che siedi sulla panchina, abbracciato dalle nostre ombre vive.